RECENSIONE | Shin Megami Tensei V: Vengeance.

RECENSIONE | Shin Megami Tensei V: Vengeance.

Contenuto originariamente pubblicato il: 22/07/2024

Versione recensita: Xbox Series X


Quella di Megami Tensei è una delle serie di giochi di ruolo giapponesi più longeve: il primo gioco della serie, ossia Digital Devil Story: Megami Tensei, uscì nel lontano 1987. Ciò significa che precede persino Pokémon.
A partire dal terzo gioco nel franchise, è stato aggiunto il prefisso “Shin“, diventando Shin Megami Tensei.

Shin Megami Tensei V: Vengeance è la riedizione di uno degli ultimi JRPG di ATLUS: Shin Megami Tensei V, uscito nel 2021 esclusivamente su Nintendo Switch. La “V” nel nome potrebbe ingannare: si tratta del quinto capitolo numerato, ma i giochi di Shin Megami Tensei sono tanti, soprattutto considerando le riedizioni.
A differenza dell’originale, Vengeance è disponibile su tutte le console, nonché su PC. Inoltre, questa edizione definitiva non si limita solo a riproporre la stessa storia, ma porta con sé alcune novità, tra cui miglioramenti alle mappe e alla traduzione.

La novità più importante è una divergenza nella storia, ossia il Canone della Vendetta, che dà il nome al gioco.
Il giocatore dovrà scegliere se prendere parte al “Canone della Creazione“, dunque la storia del gioco originale, oppure all’ineditoCanone della Vendetta“. La scelta è molto chiara, e il gioco indica esplicitamente quale percorso si sta per intraprendere, prima di iniziare la partita.

Le Qadištu

La storia inizia nello stesso identico modo a prescindere dalla propria scelta, ma lentamente diverrà possibile notare delle differenze tra i due canoni, come la presenza delle Qadištu nel Canone della Vendetta.

Entrambi i percorsi possiedono un’area esclusiva, e per di più dispongono di multipli finali, per un totale di sei: quattro per il Canone della Creazione, e due per il Canone della Vendetta.

La trama

Il protagonista di Shin Megami Tensei V e Shin Megami Tensei V: Vengeance

Il protagonista è un liceale come tanti, e frequenta il Liceo Jouin a Tokyo. Un giorno, una volta concluse le lezioni, uno studente modello lo invita a fare il tragitto fino al dormitorio in sua compagnia. Si tratta di Yuzuru Atsuta, e assieme a lui vi sono sua sorella, Miyazu Atsuta, e una sua amica, Tao Isonokami.

Il percorso più veloce è attraverso la stazione di Shinagawa, ma sembra esserci stato qualche incidente.
Poco dopo, sembra che Atsuta e Tao debbano rispondere al telefono, e si allontanano dal gruppo, lasciando soli Miyazu e il protagonista.
Dunque, Miyazu chiede al protagonista di raggiungere il suo fratellone, Yuzuru, e assicurarsi che egli stia bene.

Perciò si dirige al tunnel di Takanawa, dove è presente anche Ichiro Dazai. Si tratta di un altro studente, intento a registrare un video riguardo a quel che si vocifera sul tunnel: sono stati avvistati dei mostri.
Esattamente come Ichiro, anche il protagonista si addentra all’interno del tunnel, e riesce a scorgere Yuzuru.
Tuttavia, improvvisamente il tunnel sembra crollare, e il protagonista si ritrova in un deserto.

Dopo pochi passi si imbatte in alcuni mostri in procinto di attaccarlo. Ma una figura dall’aspetto robotico fa la sua comparsa e gli porge la mano. Non avendo altra scelta, il protagonista accetta l’aiuto dello sconosciuto.

Il Nahobino

I due si uniscono, divenendo un essere supremo chiamato Nahobino, e riescono a sconfiggere i mostri.
In seguito alla battaglia, la figura meccanica si presenta e spiega la situazione: egli è un proto-diavolo chiamato Aogami, e attualmente i due si trovano nell’Oltre, un mondo pervaso dai Demoni.

Ad Aogami riaffiorano dei ricordi, e scopre nuovamente una verità angosciante: anni prima, Lucifero uccise il Dio della Legge e prese il suo posto. Inoltre, sembrerebbe che sia stato lui a permettere nuovamente l’esistenza dei Nahobino, considerati blasfemi da coloro che supportano Dio, il quale fece in modo che nessuno potesse più diventarlo.

Il protagonista e Aogami dovranno collaborare e cercare un modo per tornare a Tokyo, allo stesso tempo assicurandosi che Yuzuru e Ichiro, anch’essi trasportati nell’Oltre, tornino a casa sani e salvi.

Il Canone della Creazione

L’evento scatenante del Canone della Vendetta è la semplice esistenza di un’essere: Yoko Hiromine.
In questo percorso, alla sua anima non è stato concesso di esistere, e verrà rinchiusa per sempre, in modo da evitare che caos e rovina piombino nel mondo.

Yoko si dimostra spesso molto attiva, dunque la sua assenza in una seconda partita risalterà senza dubbio la passività degli altri personaggi al di fuori del protagonista, che riescono solamente a reagire agli eventi.
Personalmente, consiglierei di iniziare con questo canone, in modo da provare subito l’esperienza più blanda, e poter apprezzare al meglio Yoko quando si deciderà di giocare al Canone della Vendetta… e non il contrario.

Nonostante la storia possa sembrare complessa, ciò che importa veramente al giocatore è solamente una piccola percentuale di essa. Non aiuta la scarsa crescita dei personaggi: in alcuni casi sembra che non crescano affatto, mentre in altri la crescita è controbilanciata da un peggioramento nel loro atteggiamento o nella loro posizione all’interno del gioco. Non è esattamente brutta, ma è relativamente corta, e abbastanza banale.

Ichiro Dazai (a destra)

L’obiettivo principale del protagonista, in questo canone, diventa quello di sconfiggere Lucifero e creare un nuovo mondo, i dettagli del quale varieranno in base al finale che si otterrà.
Dopotutto, è un gioco di Shin Megami Tensei.

I finali disponibili in questo canone rappresentano l’ordine, il caos o la neutralità, più un finale segreto.
Ho trovato il finale segreto particolarmente soddisfacente, in confronto agli altri, motivo in più per ottenerlo.

Il Canone della Vendetta

La silhouette di Yoko

In questo percorso, il giocatore prende la mano di Yoko, permettendole di esistere. Si ritrova nell’Oltre, esattamente come il protagonista, ma attrae inavvertitamente dei Demoni, mettendo in pericolo chi le sta vicino. A un certo punto della storia, viene presentato un dilemma, ed ella propone subito una soluzione alquanto esagerata, ma altrettanto efficace. La proposta in questione non va esattamente a genio con gli altri personaggi, ma pian piano la prospettiva di Yoko inizia ad influenzarli.

Il suo modo di pensare è solo parte di ciò che la rende così pericolosa, perché tra i Demoni che attrae vi sono le Qadištu, le quattro dee della vendetta. Il loro obiettivo è quello di far rinascere il dio del caos primordiale, Tiamat, servendosi dell’energia (“magatsuhi“) degli esseri umani.

Il protagonista e i suoi compagni, dunque, decidono di porre fine al piano delle Qadištu.

La storia del Canone della Vendetta risulta sicuramente migliore di quella nel Canone della Creazione, ma penso che avrebbe potuto essere sviluppata in modo ancora migliore. Uno dei più grossi colpi di scena è prevedibile, e determinati eventi avvengono in entrambi i canoni, facendoli pervenire come se fosse più questione di “quando“, che di “se“. In questo canone i personaggi vengono sviluppati meglio, per esempio nel caso di Tao, ma mai abbastanza.

Rispetto al Canone della Creazione, i finali del Canone della Vendetta sono più facili da comprendere: uno rappresenta l’ordine, mentre l’altro rappresenta il caos, senza alcun finale neutrale. Tuttavia, questo canone risulta più lungo dell’altro.

Il mondo del gioco

Il mondo di Shin Megami Tensei V: Vengeance è diviso principalmente in due sezioni: Tokyo e l’Oltre.
Eccetto in alcune aree, la navigazione a Tokyo è perlopiù 2D, con una vista dall’alto, mentre l’Oltre è tutto in 3D.

Nella maggior parte dei casi, le aree nell’Oltre sono enormi, e senza ulteriori caricamenti che intralcino l’avventura o il coinvolgimento.

L’inizio del gioco risulta fin troppo noioso, non solo per l’ambientazione desertica, ma soprattutto a causa della miriade di tutorial che si susseguono uno dopo l’altro. Fortunatamente, a partire dalla seconda area nell’Oltre, il tutto diventa più piacevole.

Battaglia contro un Demone

Nell’Oltre è possibile combattere contro i Demoni, o persino reclutarli nella propria squadra e farli combattere.
Prima di poterli reclutare, spesso richiederanno degli oggetti, una porzione dei propri PV o dei propri PM, dei Macca (la prima valuta nel gioco) o altro ancora.
È possibile raggirare questa necessità, in determinati casi, sbloccando un certo Miracolo.

I Miracoli sono dei miglioramenti per il Nahobino o per i Demoni, ottenibili eliminando gli Ascessi. Esempi di tali miglioramenti sono:

  • Conoscenza degli strumenti, che permette ai propri Demoni di utilizzare oggetti in battaglia;
  • Discorso articolato, che permette di parlare con un Demone avversario senza sprecare un turno;
  • Giubilo motivante, che attiva il recupero parziale o totale di PV e PM all’aumento di livello;
  • Perizia divina, che aumenta i propri slot abilità, così da poterne imparare di più;
  • Maestria del fuoco, che rende i propri attacchi di fuoco più potenti.
Alcuni dei Miracoli che è possibile sbloccare

I Miracoli si possono apprendere in cambio di Gloria (la seconda valuta nel gioco), e tramite l’Apoteosi: un rituale proibito che è possibile effettuare nel Mondo delle Ombre.
All’inizio del gioco sono vitali, e non è per nulla difficile sbloccarli una volta localizzato l’Ascesso da debellare.

Sempre all’interno del Mondo delle Ombre, è possibile effettuare la Fusione dell’Essenza: in poche parole, è possibile ottenere le abilità dei Demoni e utilizzarle come se fossero le proprie. Inoltre, è possibile ottenere le loro affinità elementali (debolezze, immunità…). Questo vale sia per il Nahobino che per gli altri membri del gruppo.

Per fare ciò, è necessario ottenere quelle che vengono chiamate Essenze. La maggior parte di esse possono essere comprate, oppure trovate nei Forzieri sparsi per la mappa.
Altrimenti, si possono ottenere facendo salire di livello i Demoni nel proprio gruppo.
La Fusione dell’Essenza può essere utile per modificare le proprie debolezze, ad esempio prima della battaglia contro un boss, o per migliorare le proprie opzioni aggiungendo un’abilità particolare al proprio arsenale.
Ogni Demone ha una singola essenza, eccezion fatta per Aogami.
Le uniche Essenze che ho trovato veramente utili sono proprio queste ultime, ad esempio quella che dà accesso all’abilità Aramasa.

Ma non è tutto: esattamente come nei giochi di Persona, che derivano dalla serie di Shin Megami Tensei, è possibile fondere i propri Demoni per crearne di nuovi.

Una delle fonti Leyline

È possibile accedere al Mondo delle Ombre, come anche all’Antro della Carcassa e al Covo dei Demoni, dalle fonti Leyline: dei punti di teletrasporto, sparsi in varie zone di ogni mappa.

L’Antro della Carcassa è un “negozio” gestito da Gustave, uno scheletro avido, il quale incaricherà il giocatore di recuperare dei piccoli Demoni chiamati Miman, in cambio di una ricompensa.

Il Covo dei Demoni, invece, è un luogo sicuro dove è possibile fare due chiacchere coi propri Demoni, i quali potrebbero diventare più forti, oppure parlare con Aogami, che in seguito a dei progressi nella storia sbloccherà dei punti da assegnare al protagonista, esattamente come quando sale di livello.

Nell’Oltre è possibile anche prendere parte alla maggior parte delle missioni secondarie.
Ce ne sono moltissime, e la maggior parte di esse sono anche interessanti, come quelle necessarie per sbloccare il finale segreto.
Anche a Tokyo è possibile intraprenderne, ma sono molte meno, e poco memorabili.

Non c’è praticamente alcun motivo per tornare a Tokyo, al di fuori della storia principale, in quanto è possibile esplorare solo dei piccoli luoghi, e non sono particolarmente rilevanti.
Non sarebbe mai stata all’altezza di quella in Persona 5, certamente, ma avrebbero potuto espandere Tokyo, considerando che tra la versione originale e questa edizione definitiva sono passati poco meno di tre anni.

In aggiunta a Tokyo e all’Oltre, sono presenti dei “labirinti“: essi sono impegnativi, almeno durante la prima partita, ma in un gioco simile sembrano esserci solamente per annoiare, o addirittura innervosire, il giocatore.
Dalla seconda volta in poi, diventano molto più facili, ma sono aree obbligatorie che vorresti evitare lo stesso.

Verdetto

Grafica

La grafica è molto dettagliata, soprattutto negli effetti e nelle ambientazioni, e persino le zone distanti rendono abbastanza bene. La decisione di creare poche aree, ma di crearle bene, è stata sicuramente quella più saggia. Durante le cutscene, i personaggi possono dare l’impressione di essere fatti di plastica, ma tutto sommato rimane meraviglioso, senz’ombra di dubbio. Oltretutto, bisogna considerare che il titolo è disponibile anche per Nintendo Switch, la piattaforma per cui è stato immaginato il gioco originale.
Peccato per la decisione di interpretare Tokyo quasi solamente in 2D.
Trovo che l’interfaccia utente sia piuttosto semplice, ma funziona perfettamente, e in realtà preferisco così.

Audio

La soundtrack del gioco è perfettamente orecchiabile, ma non ci sono tracce particolarmente memorabili fuori dalle battaglie, se non quella dei crediti. Si tratta perlopiù di musica di sottofondo, che non guasta, ma non è al livello di altri JRPG ed è assai ripetitiva.
Un dettaglio che mi è piaciuto molto è il fatto che, durante le battaglie contro i Demoni non-boss, la musica cambi intensità solo appena inizi ad attaccare, e non subito all’inizio dell’incontro. Il giocatore potrebbe voler reclutare il Demone, invece che attaccarlo, dunque ha perfettamente senso. Il doppiaggio è ben realizzato, ma ho ascoltato solamente le voci inglesi.

Gameplay

Il gioco permette di personalizzare tantissimi aspetti della propria avventura, tramite i Miracoli e le Essenze, che rendono la vita molto più facile, o difficile, in base alle proprie preferenze: farne uso o non farne uso?
Essendo un JRPG, il gioco presenta delle battaglie a turni, molto simili a quelle degli altri giochi di ATLUS.
Tuttavia, persino in difficoltà Facile non riuscivo a proseguire, e sono dovuta passare alla difficoltà Sicuro, che è possibile scaricare gratuitamente. E al di fuori delle battaglie, è sempre divertente esplorare: c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire o un nuovo personaggio a cui parlare. Altresì divertenti sono le missioni secondarie, dunque consiglio di completarne molte prima di mettere da parte questo titolo.

Coinvolgimento

Il gioco non dispone di una modalità multigiocatore, dunque non è possibile interagire con altri giocatori.
A dispetto di tale lacuna, che non dovrebbe sorprendere nessuno, potrebbero esserci comunque dei motivi per rivisitare il gioco, ad esempio se si decidesse di iniziare una nuova partita con delle regole auto-imposte.

Una partita, senza saltare cutscene e apprezzando al meglio l’esperienza, durerà come minimo 15 ore.
Più del doppio, se si intende giocare sia al Canone della Creazione che a quello della Vendetta.
Tra i due, il secondo è il più lungo, e quello che consiglierei di giocare se dovessi sceglierne solo uno.
Il gioco supporta il New Game Plus, permettendo più facilmente di rivivere i propri momenti preferiti nella storia, come anche di completare tutti i finali e finire il gioco al 100%. Purtroppo, però, non è possibile saltare i tutorial a inizio gioco, nonostante sia presente una sezione dedicatagli nel menu. Infine, si sente la mancanza di una galleria dedicata ai filmati e alla colonna sonora.

Parametro Voto
Grafica 23/25
Audio 18/25
Gameplay 21/25
Coinvolgimento 20/25
Voto finale 82/100

Conclusione.

Shin Megami Tensei V: Vengeance conquista 82 punti su 100!
Il gioco non è perfetto, ma tramite le enormi aree da esplorare, le personalità bizzarre dei Demoni e le missioni secondarie a disposizione, è riuscito a farmici appassionare malgrado le sue mancanze.
Nonostante facciano la loro comparsa dei Demoni ricorrenti nella serie, rimane comunque un buon punto di partenza, se ci si vuole avvicinare a Shin Megami Tensei oppure ai giochi di ATLUS in generale.


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