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RECENSIONE? | Return to Shironagasu Island.

(La seguente recensione è informale e soggettiva: è il racconto della mia esperienza con il media e di tutto quello che ne penso.)

Dopo essermi addentrata in The Honjin Murders, ho deciso che la prossima avventura sarebbe dovuta essere più rilassante…
Una vacanza su un’isola, perché no?

Quindi sono partita per l’isola della “balena blu” vicino all’Alaska, dove invece mi sono ritrovata con… un cast strambo, un omicidio, un serpente mamba velenoso, e persino leggende su un essere mezzo-umano e mezzo-squalo! Aiutoooo!
“Vai a Shironagasu”, dicevano. “Sarà divertente”, dicevano.

Return to Shironagasu Island è un’altra VN di mistero, con un cast chiuso, dove tutto può succedere.
Peculiarità di questa sono delle scene con un vero e proprio tempo limite, e dei personaggi ben scritti che è possibile amare e odiare allo stesso tempo…
E poi c’è Sonia Nevermind. (No, non è realmente lei, ma ci assomiglia)
Attenzione: non è un Danganronpa, quindi nonostante il gioco talvolta indichi che la direzione sia quella… no, il piatto principale non sono gli omicidi.

La versione Switch si presenta abbastanza bene per essere un gioco indie, con anche un doppiaggio in giapponese, e il wide-screen tuttora mancante su PC (?)

Si tratta davvero di un bel gioco, almeno per la prima metà. La seconda mi è sembrata un… totale cambio di genere, passando da “stiamo cercando la persona che ha fatto x” a “(non posso spoilerarlo!)”
A me è comunque piaciuto nonostante il cambio di genere, e lo consiglio abbastanza essendo anche lunga per essere una VN indie (almeno 10 ore)

Il prossimo gioco dello sviluppatore è già stato annunciato, e non vedo l’ora di giocare anche a quello una volta che sarà disponibile in Occidente